mercoledì 3 marzo 2010

Le probabilità.....servono veramente? La teoria del Caos.

Immaginate di dover scegliere tra tre bicchieri capovolti, solo sotto uno di loro c'è qualcosa.Dovete scegliere tra uno dei tre ma se scegliete uno di quelli dove sotto non c'è nulla allora sarete costretti a pagare un pegno.Quante probabilità ci saranno di sbagliare? 2 su 3 e 1 su 3 di vincere. Fate i vostri calcoli e dite che le probabilità sono sfavorevoli ma non troppo e anche se rischiate di pagare pegno.Tutto dipende semplicemente dal vostro porvi di fronte alle cose, a come le affrontate con che spirito.Questo vuole solo fare da premessa a quello che secondo me è un modo di vivere la vita limitativo e ristretto per non dire antiproducente.
Diciamo che volete giocare alla lotteria, con che spirito lo fate se mai doveste decidere di farlo? Le probabiloità vi sono davvero avverse,è quasi certo che non vincerete un bel niente eppure lo fate ugualmente.Dovete tentare la fortuna, dovete ricercare una possibilità, sfruttare una misera probilità. Ha senso? Ha senso fare una cosa con un risultato tanto incerto come giocare alla lotteria? Analiziamo il giocatore per grandi linee.Chi gioca sostanzialmente è una persona che vuole guadagnare con poco sforzo quello che secondo il suo punto di vista sarebbe il benessere.Tutto subito e facilmente.In nome di questo si sprecano risorse,perchè tali sono i soldi che gettiamo in queste pratiche che invece potrebbero essere investite per creare qualcosa.E quando parlo di creazione intendo dire investire le proprie energie con voglia di fare in qualcosa in cui si crede.Non bruciare tutto per seguire il dio -tutto e subito- ma saper essere umili e avere pazienza e costanza.
Ma torniamo all'argomento principale e rivolgiamo la nostra attenzione verso chi crede di poter applicare una logica in certi casi matematica alla vita di tutti i giorni.
Prendiamo l'esempio di chi dice che andare in moto è pericoloso e andrebbe evitato.Che le statistiche parlano di un (sono solo esempi) 30% di morti in più in caso di incidente per chi si muove in moto anzichè in auto.Sembrerebbe logico e corretto seguire il consiglio ed effetivamente evitare di andare sulle due ruote.La logica... Adesso prendiamo il motociclista incallito che sono 15 anni che gira in moto in qualsiasi condizione climatica, in giro per autostrade o su per le montagne.Ci racconta di come sia bello muoversi in questo modo e degli incidenti che ha avuto ma che non gli hanno mai procurato danni gravi (gli stessi che si potrebbero avere in auto).Chi ha ragione tra i due? Quello timoroso che consiglia di non viaggiare in quel modo o l'easy-rider? Ecco l'errore che si fa più facilemnte e che accomuna persone diverse.Credere che nelle cose ci sia una precisa ragione, come se tutto si potesse misurare con un metro e decidere con questo cosa sia corretto e cosa non lo sia.Cercare di pensare la vita come un sistema finito con determinati limiti senza considerare che siamo circondati da un infinito costituito da N possibilità dove è impossibile arrivare a una soluzione.Un'equazione costituita da sole incognite dove se crediamo di vedere un elemento certo questo perde significato dinnanzi alla molteciplità costituita dal tutto. Noi siamo tutto,ne facciamo parte ne siamo sommersi.Se non si riesce a intravedere le strette interconnessioni, il come noi tutti siamo un organismo, chi crede di avere le risposte è un povero stolto. Chi crede di vedere oltre o di capire qualcosa che secondo lui regola ciò che cicirconda è solo un illuso che incapace di affrontare la molteciplità si chiude nel suo misero IO piccolo e insignificante, nella sua piccolezza.
Probabilmente dicendo questo mi si potrebbe accusare di annichilimento della persona ma non è così! Non sto innegiando all'insignificanza dell'essere umano in quanto persona pensante, sto solo dichiarando che si debba vivere la vita ascoltandola e ricreandola, dando ad essa un contrraccambio di quello che lei ci ha offerto, la possibilità di essere creati ma anche di creare.

giovedì 18 febbraio 2010

Quando fuori fa freddo e i tuoi pensieri si cristallizano nel calore della tua camera

Eccoci di nuovo a noi.
ammetto che l'ultimo post non ha brillato per bellezza ma chissa' forse in questo potremo fare peggio!
Si avvicinano le elezioni regionali e il mio primo pensiero e': meglio non pensarci!
Ero cosi' convinto della mia scelta fino a quando non ho saputo quali sarebbero stati i candidati qui per l'Emilia Romagna, due simpatici individui di cui uno in pieno stilo "premier" se ne frega delle leggi e si ripresenta per una carica che non potrebbe piu' occupare dato che ha superato il numero di mandati a lui concessi...
E queste sono le elezioni regionali!Non parliamo della difficolta' che ho nel trovare una forma di partito che solo si avvicini alle mie esigenze di legalita' correttezza e forza...
Leggo in questo giorni su "Il Fatto" del nuovo ( solo perche' scoperto adesso ma chissa' da quanto presente) scandalo legato a Bertolaso e al giro di favoritismi che intorno ad esso ruota, che dire: tangentopoli 2? Non lo so, ma ormai non mi sbalordisco piu' di nulla!
18/02/2010 anzi 19 visto che e' passata la mezzanotte! Un anno fa nello stesso periodo ero un appassionato di modellismo,giocavo a call of duty 5, non partecipavo ad eventi sociali, non ero abbonato a un quotidiano ma a un mensile di informatica,ero single.Quest'anno non ho un hobby in particolare, diciamo che ho riscoperto i giochi di societa' e un po' di vita sociale legata ad essi,sono abbonato al quotidiano "Il Fatto",gioco a Call of Duty 6, partecipo come gia' detto a piccoli eventi sociali (seguo qualche partita di calcetto anche se di sport non mi interesso...),sono single.Ahhhhhhhhhhh dimenticavo la cosa piu' importante adesso ho il mio primo mezzo di trasporto da me acquistato e scelto, piacere e delizia delle mie giornate uno scooter 200 cc con il quale in estate mi faccio dei bei giretti a zonzo per il nord italia!!Caspita penso ai particolari ma alle cose evidenti no!
Ho cambiato anche coinquilini!Con la new entry femminile ho coperto un altra tipologia di persona (dopo :"comunista",gay,riservata,libertina,spendacciona,arrogante...non si smette mai di imparare).
A volte mi ritrovo a pensare che forse avere una ragazza non sarebbe male...poi mi risveglio con i sudori freddi e per fortuna mi accorgo he era solo un brutto sogno...
Saluti a tutti!

mercoledì 27 gennaio 2010

Se hai i capezzoli sei gay?

Ok, lo ammetto , e' stata una frase campata penso mentre ero a lavoro che doveva dare il via sulla diatriba sull'omosessualità' come “malattia” oppure no. L'idea voleva partire dal fatto che l'uomo ha i capezzoli come li ha la donna ma a lui non servono proprio a niente. Non so perche' mi sia venuta in mente questa cosa pero' mi ci son fissato un pochino. Quasi tutti noi dimentichiamo come la nostra psiche sia l'insieme della personalità' femminile che di quella maschile, cambiano le proporzioni e sarebbe davvero sconvolgente scoprire quanto in realtà' siamo “femminili” o “maschili” senza sfociare nell'omosessualità' in quanto tale.
Ma eccoci tornare a una fatto certo e non invisibile come quello dei nostri aspetti cognitivi: i capezzoli. Ovviamente parlo di quelli maschili che ogni uomo ha da sempre e che da per scontato che ogni uomo li abbia... Parte l'obiezione:ma non sono proprio i capezzoli femminili (e il seno tutto) a essere uno dei maggior simboli di femminilità' nella donna?... Non so ma questa cosa mi ha dato uno spunto di riflessione. Mi ha fatto pensare a quanto spesso le cose possano essere li' esplicite di fronte a noi e non riuscire a coglierle,siamo tutti cosi' presi che basterebbe fermarci ogni tanto a osservare le cose.
Quando si decide cosa e' diverso da noi e per quale motivo lo sia si ha quasi paura di riconoscere che poi di tanto diverso non ci sia nulla.
Questo si puo' applicare a molte cose di ogni giorno, possiamo parlare del razzismo verso le persone di un altro paese. Quando sentiamo delle donne marocchine parlare nella loro lingua magari le guardiamo in maniera torva ma se capissimo la loro lingua ci accorgeremmo che stanno parlando esattamente delle stesse cose che direbbero delle donne italiane (cose poco interessanti ma “femminilmente” normali :p).
Io a volte riesco a percepire il diverso come non tale ma questo mi espone a critiche legate al fatto che il non mostrare mai odio,avversione,astio,derisione verso cio' che e' differente mi fa vedere (questo e altri miei atteggiamenti) come una persona povera di emozioni.


Saluti

domenica 10 gennaio 2010

Domenica?

Non penso proprio che io sia l'unico a non ricordarsi che giorno sia della settimana,pensare magari di esserne alla fine quando invece si e' appena all' inizio.Se poi siete dei lavoratori che come me lavorano su turni senza rispettare le canoniche festività' allora per voi non esisteranno nemmeno le domeniche.Non sto parlando della domenica quale giorno da dedicare al riposo ma mi riferisco al "concetto" di domenica. A quella strana sensazione di inutilita' mista ad apatia e un pizzico di irritabilità' che accompagna il nostro giorno di "relax" libero dal lavoro.Personalmente oggi e' stata la prima domenica che dopo quasi due mesi ho avuto libera.E ci sto male.
Adesso non voglio far ricadere tutto sul fatto di quanto possa alienare il proprio lavoro e come questi possa diventare il fulcro della propria vita.Nel mio caso sicuramente il lavoro ricopre in primis un'ancora in una vita anziche' vuota, dove le uniche soddisfazioni o contatti sociali si raccolgono. Purtroppo non posso dire apertamente in giro che quando devo stare quella ora in piu' sul lavoro o quando mi si chiede di andare prima chiedendomi se "perfavore" posso anticipare di un'ora il mio turno che lo farei ben volentieri e quando io personalmente mi trattengo oltre il normale orario di lavoro mi sento doppiamente fortunato per avere la possibilita' di lavorare ancora e di aver pagati gli straordinari.
Oggi sono stato male perché' ho rifiutato il dialogo , sono stato indifferente di fronte a una persona nuova arrivata in casa (ricordate sempre che qui e' un porto dove sulla riva si puo' trovare di tutto :D) io avevo solo voglia di starmene chiuso in camera che di fronte all'ennesima richiesta di aiuto piu' o meno esplicita della mia coinquilina di una ricerca del dialogo (ha attaccato al frigo quella che credo sia il testo di una canzona pateticamente triste e sconosciuta alla moltitudine) ho perfino trattato male un amico sull'x-box live (una consolle videogames dove si gioca online)e tutto questo solo perche' ho avuto una domenica libera.
Sono caduto in depressione e ripreso canticchiando allegramente nell'arco di una sola giornata, e' bastato un "ciao" non ricevuto da un collega di lavoro su msn messenger che ho saluto e non ha fatto lo stesso di rimando per farmi diventare triste e questo e' successo a fasi alterne, per esempio adesso sto piu' o meno nel mezzo.
Pretendo sempre di essere cercato e se qualcosa non va secondo i piani vado facilmente in crisi ma quando invece ho quello che credevo di volere allora sembra che ne esca quasi infastidito.
Sono riuscito pure a organizzare (solo con pochi ma se riesco tento di riorganizzare un qualche altro evento) un'uscita con dei miei colleghi per andare a vedere Avatar al Cinecity il primo giorno che esce, questo venerdì'.
Sono riuscito a entrare nel gruppo di soft-air per allacciare altri rapporti sociali sfruttando un mezzo che almeno possa piacermi.
Addirittura vado a vedere tutte le partite di calcetto dei miei colleghi allenamenti compresi sempre per cercare un contatto.
Ma allora perché' quando ho qualcosa l'unico desiderio che ho e' sedermi di fronte al pc a vedermi un film o giocare?Perché' mi trovo a desiderare questo?

Ho deciso: aboliamo le domeniche!
 




domenica 27 dicembre 2009

Buone fes... naaaaa scherzavo!

Lungi da me nel prodigarmi nei fantomatici auguri che si e' tanto soliti e solerzi a dare a tutti, volevo soltanto esprimere e lasciare una traccia scritta di questo natale 2009.Non voglio dimenticarlo come mio solito quindi lo scrivo qui (almeno finche' non cancellero' tutto il blog in un momento di follia).
Quello di quest'anno 2009 probabilmente e' stato il mioglior natale degli ultimi anni,almeno quelli da eta' "adulta" .Per chi non lo avesse letto io non vivo con la mia famiglia ma "coinquilino" con altra gente.Ed e' proprio da questo oceano fatto da persone che entrano ed escono dalla mia casa (e dalla mia vita) che ho incontrato una persona che ha saputo darmi un barlume di quello che cercavo.Non che lo abbia fatto con intenzione, quello di rendermi il natale migliore, ma diciamo che e' comunque servita allo scopo di farmi stare bene.Due eventi hanno catalizzato la particolarita' di queste feste, una e' stata una cena organizzata da questa persona in casa mia e l'altra un invito a casa di suoi amici nel giorno di natale.
Finalmente un invito non si e' trasformato in un qualcosa da cui sono voluto scappare dopo 10 minuti dal mio intervento nell'evento.Le cose si sono portate avanti abbastanza tranquillamente ma serenamente in entrambi i giorni.Unico neo un'amica (della mia coinquilina) che non mi pare sia una persona a cui rivolgere sentimenti positivi, non sopporto le persone cattive, con atteggiamenti volti a cercare di giudicare altri da una posizione che non penso gli appartenga.Ma visto che nulla puo' mai essere perfetto crogioliamoci nella soddisfatta senzazione di aver passato un buon natale.

Saluti!

sabato 12 dicembre 2009

Razzismo..?!

Nel mio lavoro vedo davvero tante persone ma quelle che mi colpiscono di piu' sono quelle che rappresentano un futuro plausibile.
Un futuro che puo' essere mio ma probabilmente sara' quello di molti altri, arrivati a un certo punto della vita probabilmente si capisce che non si puo' stare soli per sempre e allora ecco la soluzione "moderna" e a buon mercarto: la donna straniera.
Ormai mi capita con discreta frequenza di vedere queste coppie, lui un uomo qualunque quarantenne se non oltre e lei straniera.
La donna non-italiana e' la risposta alla solitudine che ormai per scelta o per destino accompagna la vita di molti italiani e il reciproco scambio rappresentato dal relazionarsi e decidere di trascorrere il resto della propria vita con una persona che non parla nemmeno la tua lingua sembra essere il compromesso piu' quotato di questi tempi.
Mi ha colpito uno di questi tanti casi nel quale lei era davvero giovane...di lui non ricordo quasi nulla... ma lei si vedeva che poteva avere ventanni o giu' di li' vestita con abiti da centro commerciale ma che lasciavano intravedere un certo effetto "lolita"... o mi viene in mente di quella coppia dove lui si nota subito quanto sia psicologicamente immaturo e socialmente impreparato e si lascia dominare da una donna che probabilmente ha incontrato su internet pochi mesi prima... che tristezza!
Non sto facendo una morale ne' sto giudicando queste situazioni, considero quelle appena descritte come un qualcosa che puo' capitarmi tranquillamente da qui a gli anni a venire.
Non voglio nemmeno dare l'impressione di sentirmi unico nella situazione che vivo perche' saremo centinaia e centinaia di persone quelle che ogni giorno vivono la loro vita da soli senza pensare a questo come un problema ma concentrandosi principalmente sul proprio lavoro, andando a dormire la sera giusto in tempo per svegliarsi il giorno dopo e ricominciare a fare l'unica cosa che da' senso alla loro vita.
L'apatia elevata a sistema di vita, corroborata da questo sistema imperante fatto di luoghi comuni dove ognuno deve sempre tendere a essere qualcosa che qualcun altro ha detto che deve fare o deve essere.
Purtroppo io non sono una persona abbastanza intelligente da cambiare le cose non ho i mezzi cognitivi e culturali e sono socialmente immaturo anche solo per esprimere le mie idee in pubblico, mi rendo sempre piu' conto che le cose sono sempre chiare quando vivono nella mia testa per poi perdere consistenza quando le tiro fuori... destino crudele...

sabato 5 dicembre 2009

Se ho la tua attenzione e' un cattivo segno

Torno da un altro tentativo di vita sociale.Un ennesimo "sforzo" di rapporto con gli altri.Ormai alla soglia dei 30 anni mi ritrovo con una personalita' indisposta verso il rapporto verso il prossimo ma piu' correttamente verso il gruppo.
Per gruppo intendo quell'insieme di almeno 3 o 4 persone dove io immancabilmente sono quello che non riesce a inserirsi.Attenzione a non confondersi con una sorta di "timidezza" nel confrontarsi con altre persone qui si parla proprio di una sorta di autismo automatico nel quale solo poche cose mi interessano delle persone intorno a me mentre il resto mi scorre addosso come fosse nulla.
Sono quello che magari e' sempre presente fisicamente ma difficilmente ti ricorderesti di lui per qualcosa che ha detto ma sicuramente per come si comporta quando sta nel "branco".Probabilmente il mio atteggiamento e' il riflesso di qualche mia "particolarita'" (definirlo problema mi pare eccessivo) dettata da esperienze e vicissitudini che mi hanno segnato duranto il processo verso l'eta' adulta...
Come accennavo ho 30 anni e non ho amici.Per amici intendo persone che ricercano in qualche modo la mia compagnia o semplicemente la mia attenzione...sono casi rari quelli che si sono verificati e principalmente da persone anche loro "particolari" ma in modo diverso.
La cosa che mi fa piu' specie e' che mi trovo quasi a lamentarmi del fatto di non avere quelle attenzioni che sento quasi di meritare frutto di "calcoli" mentali da me effettuati come se le persone ti danno attenzione o amicizia in base a formule matematiche ben delineate. Dall'altro canto e contrariamente a quanto appena detto mi ritrovo a chiedermi "ma io voglio davvero queste attenzioni e questa amicizie?" la risposta che mi risuona come un eco lontano pare essere un no...ma allora cosa voglio?
Ecco in realta' la domanda frutto di pensieri difficili,cosa si vuole? Si potrebbe rispondere nella maniera piu' disparata...senza limiti... ma penso che quello che realmente vogliono tutti (cambia solo il mezzo per ottenerlo) sia la felicita'.
Molte persone confondo la felicita' con il piacere o il divertimento.Cose facili da raggiungere, perche' alla fine basta quasi solo "pagarle" per averle e sinceramente mi ritengo soddisfatto da questo punto di vista.Ma cerco la felicita'... e non so cosa fare per ottenerla ma nel frattempo pretendo quasi sempre dagli altri qualcosa, un dovere che gli altri devono avere verso di me per un motivo non meglio definito.Le poche persone che sono cadute nella mia rete e che in qualche modo si sono lasciate affascinare da me le ho svuotate di tutto, pretendendo sempre piu' per poi lasciarle come gusci vuoti.
A volte penso di essere davvero cattivo.Forse lo sono, in me (come direbbe la mia zia "pia")probabilmente alberga uno spirito maligno che come un buco nero vorrebbe assorbire tutto e farlo scomparire nell'oscurita'.
A volte penso sia un bene che non abbia rapporti profondi con nessuno.Penso sia giusto che rimanga solo.Penso che non avro' mai dei figli perche' li rovinerei.
Ma cosa piu' importante e' che se avete letto fino a qui siete caduti nella mia rete rubandovi del tempo e stimolando i vostri pensieri per una persona che in realta' vuole solo farvi del male e godere di questo.